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 Detrazione 55% e opere pluriennali, rimborsi differenziati 

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Detrazione 55% e opere pluriennali, rimborsi differenziati
inserita il 3.06.2011
È il principio di cassa a regolare le detrazioni del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. In caso di opere pluriennali eseguite dai privati, la detrazione deve cioè essere calcolata in base alle spese sostenute in ogni annualità e pagate con bonifico, senza tenere in considerazione la data di fine lavori.

Si è espressa in questo senso l’Agenzia delle Entrate, che con la Circolare 20/E/2011 ha confermato quanto concluso ad aprile in un’interrogazione parlamentare, durante la quale il sottosegretario all’Economia e alle Finanze Sonia Viale aveva risposto che il rimborso delle spese per la riqualificazione energetica degli edifici va rateizzato in base alla normativa vigente nell’anno in cui sono state sostenute.

La detrazione va quindi ripartita in cinque rate per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2010 e in 10 rate per quelle affrontate nel 2011. Le modalità sono infatti cambiate con la Legge di Stabilità 2011, che ha prorogato di un anno il bonus fiscale.

Al contrario, i contribuenti esercenti attività di impresa devono basarsi sul principio di competenza. Fruiranno quindi dell’intera detrazione secondo le modalità previste dalla normativa in vigore al momento in cui sono terminati i lavori. Se l’intervento è ultimato nel 2011, ma è iniziato negli anni precedenti, si potrà usufruire del bonus in sede di Unico 2012, relativo al 2011, ripartendo il rimborso in dieci rate.

La circolare chiarisce poi che la detrazione del 55% spetta anche per i lavori di riqualificazione energetica eseguiti sugli immobili a uso promiscuo, cioè utilizzati in parte a fini residenziali e in parte per l’attività professionale.

Le Entrate rendono inoltre possibile la correzione degli errori, riportati nella scheda informativa da trasmettere all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori, anche per gli interventi realizzati nel 2007 e nel 2008. Precedentemente, infatti, era possibile solo la rettifica delle schede a partire dal 2009. In caso di verifica fiscale, i contribuenti che hanno erroneamente indicato un importo inferiore a quello effettivamente sostenuto dovranno comunque essere in grado di dimostrare i costi non risultanti dalla scheda.

Fonte: Edilportale 3.06.2011
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